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La prima bambina 'immune' al tumore al seno: nata senza il gene BRCA1
Data news: 3/22/2011
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Un essere umano a prova di tumore. Grazie a una selezione genetica, a una donna spagnola sono stati impiantati embrioni senza il gene BRCA1, quello che causa tumori alla mammella. Ma siamo sicuri che funzionerà?

A PROVA DI TUMORE - Una donna spagnola, nella cui famiglia i casi di tumore intorno ai 30 anni sono terribilmente comuni ha deciso di rivolgersi a un clinica per la fecondazione artificiale. Dopo la fecondazione di più uova, solo due embrioni tra i tanti ottenuti, quelli senza il gene scatenante i tumore, sono stati impiantati nella donna. Per gli altri, il destino è segnato: distruzione o congelamento. Tre mesi fa una piccola neonata è venuta al mondo, ma siamo sicuri che sia veramente "a prova di tumore"?

IL GENE INCRIMINATO - Il gene di cui la piccola bambina spagnola è priva è il BRC1, che insieme al BRCA2 interviene nel controllo del ciclo cellulare. Si tratta di un meccanismo complesso che abbisogna di diversi controlli. I due geni in questione controllano le modalità on cui avviene il ciclo cellulare prima della mitosi, il processo mediante il quale si riproduce una cellula somatica. Se BRC1 e BRC2 sono mutati, si perde il controllo del ciclo cellulare. La cellula darà quindi vita a cellule figlie con mutazione del dna e la possibilità di neoplasie, cioè tumori, di natura benigna o maligna.

IL PARERE DELL'ESPERTO - IlSussidiario.net si è rivolto al medico genetista Professor Luca Sangiorgi per avere una valutazione del caso della bambina spagnola. "Il fatto di essere in possesso del gene BRCA1 non significa automaticamente sviluppare un tumore" ha detto. "Da un punto di vista strettamente umano - ha aggiunto - questa vicenda fa venire in mente quanto raccontava lo scrittore inglese Chesterton, ai tempi in cui le malattie genetiche ancora non erano note. Esistevano altri problemi, ad esempio quello dell'ubriachezza cronica, e gli studiosi ipotizzavano di rendere sterili le persone con questi problemi in modo che non mettessero al mondo dei possibili "mostri". Adesso, con un sistema più raffinato, si va verso lo stesso tipo di selezione: ma vale davvero la pena? Siamo così sicuri che questo tipo di selezione porterà dei benefici certi? No, non ne siamo assolutamente sicuri".

 

 

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