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Colesterolo, l’importanza di uno screening mirato
Data news: 9/28/2017
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Già a 20 anni per chi è predisposto, più tardi per chi è sano

 

L’adozione di uno screening mirato è la soluzione più idonea per il controllo dei livelli di colesterolo nei giovani adulti. Una ricerca pubblicata su Annals of Internal Medicine da un team del Saint Luke’s Hospital di Kansas City fa il punto sulle tempistiche da adottare per i test che valutano il colesterolo.
«Attualmente, l'American College of Cardiology/American Heart Association (ACC/AHA) raccomanda lo screening per i livelli di lipidi per tutti gli adulti di età superiore a 20 anni al fine di identificare le persone a rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica», spiega Krishna Patel, coordinatrice dell’analisi.
«La U.S. Preventive Services Task Force suggerisce invece di ritardare lo screening a 35 anni per gli uomini e a 45 anni per le donne senza i tradizionali fattori di rischio cardiovascolare», aggiunge Patel.
Lo studio ha coinvolto circa 9.600 soggetti fra i 30 e i 49 anni che avevano preso parte allo studio NHANES, calcolando il rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica a 10 anni utilizzando il calcolatore di rischio ACC/AHA. 

«In assenza di fumo o ipertensione sono risultati ad alto rischio lo 0,09% degli uomini con meno di 40 anni e lo 0,04% delle donne con meno di 50 anni», spiegano gli autori che poi aggiungono: «In generale, il 2,9% aveva un livello di colesterolo LDL superiore a 190 mg/dL». 
«I dati sembrano sostenere la modalità di screening proposta dalla U.S. Preventive Services Task Force, ma chi ha a cuore la prevenzione primaria delle patologie cardiovascolari dovrebbero richiedere una valutazione precoce del LDL-C, non certo un approccio ritardato», commentano in un editoriale Paul Ridker e Nancy Cook del Center for Cardiovascular Disease Prevention al Brigham and Women's Hospital di Boston.

 

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